Regione: MARCHE Tipo: Rosso Zona: "Gran parte della fascia collinare della regione, fatta esclusione delle zone Doc Rosso Conero e Lacrima di Morro d'Alba." Caratteristiche del terreno: Collinare Vitigni: "Sangiovese non inferiore al 60%, Montepulciano non superiore al 40%, Trebbiano e Passerina fino ad un massimo del 15%."
Resa MAX per ettaro: 140 Q.li Resa MAX di uva in vino: 70 % Grado alcolico: 11 Invecchiamento: Nessuno Caratteristiche organolettiche: Colore rosso rubino non troppo carico, che tende al granato con l'invecchiamneto; profumo gradevole e vinoso, leggermente etereo; sapore asciutto, sapido ed armonico. Accostamenti Gastronomici: Vino da servire con arrosti, selvaggina, formaggi secchi piccanti.
Storia del D.O.C.
La storia del vino
"Il Poeta latino Polibio racconta che Annibale, nella sua discesa verso Roma ridiede forza ai cavalli del suo esercito facendoli curare con frizioni di vino Rosso Piceno assai invecchiato, mentre un altro poeta latino, Plinio il Vecchio, parla di un vitigno Picenum vero e proprio anche se lo colloca al di là delle Alpi. Certo è che la fama del vino Picenum, che prende il nome dalla civiltà del popolo piceno fiorita nel territorio delle attuali Marche prima dell'occupazione romana, al tempo della Roma Imperiale era già consolidata. Prodotto in numerosi comuni delle provincie di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno, il Rosso Piceno estende i suoi vigneti prevalentemente in alta collina fino a circa 700 metri s.l.m. sotto le falde dei Monti Sibillini. In questi luoghi, raccontano le leggende, aveva eletto la sua dimora prediletta la Sibilla, la profetessa che aveva ottenuto da Apollo il dono dell' immortalità e la capacità di comparire in diversi luoghi in tempi diversi. Come il Rosso Piceno, anche un vitigno molto particolare, il Passerina, che entra nell' uvaggio insieme a Sangiovese, Montepulciano e a volte Trebbiano, vanta una storia secolare. Vitigno di antichissima tradizione e con decisa origine marchigiana, il Passerina ha origini che qualche ampelografo ha addirittura ipotizzato risalire allo Psithia di cui parlò il poeta latino Virgilio. Coltivato nelle colline picene ancora oggi, questo vitigno si presenta con una forte personalità gustativa che ne fa un ingrediente indispensabile per la caratterizzazione dei vini (il Falerio e il Rosso Piceno) dove entra a far parte dell' uvaggio. Una menzione a parte merita il Rosso Piceno Superiore, un vero e proprio "cru" prodotto in una ristrettissima zona ad alta vocazione viticola in provincia di Ascoli Piceno. Un anno di invecchiamento obbligatorio in botti di rovere, prima di essere commercializzato, gli conferisce la qualifica di "Superiore"."
"Prodotto in un vasta zona che comprende le province di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno, dalle uve dei vitigni Sangiovese, Montepulciano e con l'eventuale minima aggiunta di Trebbiano e Passerina, ha un colore rosso rubino, con odore gradevole e sapore asciutto, sapido e armonico. Gradazione minima: 11,5. Nella parte più a sud della zona di produzione, con una gradazione minima di 12 e con un anno di invecchiamento obbligatorio, si ottiene il tipo "superiore" che dovrà avere un colore rosso rubino non troppo carico e che tende al granato con l'invecchiamento; odore gradevole, vinoso, leggermente etereo; sapore sapido, armonico, gradevolmente asciutto. Uso: da pasto, se invecchiato da arrosto."