Regione: EMILIA ROMAGNA Tipo: Rosso Zona: "I territori dei comuni di Bastiglia, Bonporto, Campogalliano, Camposanto, Carpi, Modena, Ravarino, San Prospero, Soliera, in provincia di Modena." Caratteristiche del terreno: Collinare Vitigni: "Lambrusco di Sorbara 60%, Lambrusco Salamino 40%."
Resa MAX per ettaro: 140 Q.li Resa MAX di uva in vino: 70 % Grado alcolico: 11 Invecchiamento: Nessuno Caratteristiche organolettiche: Spuma vivace, evanescente; colore rosso rubino o granato di varia intensità; profumo gradevole con sentore di violetta; sapore asciutto o amabile, di corpo, fresco, sapido, armonico e frizzante. Accostamenti Gastronomici: Vino da pasto se di tipo secco, da fine pasto se amabile o dolce.
Storia del D.O.C.
La storia del vino
"Il versante settentrionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, nel tratto che va dal confine tra Lombardia ed Emilia fino a quello che separa le province di Parma e di Reggio, forma una zona vitivinicola relativamente omogenea. Questa zona accoglie due serie di vini a Denominazione di Origine Controllata: i vini dei Colli Piacentini ed i vini dei Colli di Parma. Si può affermare senza tema di smentita che la vite era già conosciuta nel territorio piacentino tra il 2000 ed il 700 a.C.: lo testimoniano tracce di vinaccioli e radici di viti fossili rinvenute in zona. Molto più documentata, ovviamente, la vitivinicoltura locale ai tempi dei romani. Abbiamo memoria di una citazione bacchica addirittura nel Senato di Roma: Marco Tullio Cicerone attaccò il suo avversario politico Lucio Calpurnio Pisone, nativo di Piacenza, rimproverandogli pubblicamente di far onore eccessivamente ai vini della sua provincia. Attorno alla fine del Duecento crebbe la fama dei vini piacentini che venivano esportati addirittura in Francia. Nel 1391, nel ®corpus¯ degli antichi Statuti del comune di Piacenza, figurano severe disposizioni tendenti a scoraggiare le frodi, tutelando la genuinità del vino. Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III, nella sua memoria cinquecentesca sui vini d'Italia, loda a lungo i vini di Piacenza. Gli elogi poi si susseguirono nei secoli successivi da parte di studiosi e letterati italiani e stranieri. L'esportazione dei vini piacentini è confermata infatti da varie fonti, tra cui il libro "I piaceri della tavola", scritto nel 1903 da Alberto Cougnet, e la "Historie du Luxe", dello scrittore francese Brandillard."
"Dei tre classici lambruschi modenesi quello maggiormente apprezzato è senza dubbio quello di Sorbara che prende il nome da una frazione in provincia di Modena e dall'omonimo vitigno che, unito a quello di Lambrusco Salamino, produce i tipi Rosso e Rasato. Il Rosso con spuma vivace, frizzante, evanescente acquisita attraverso fermentazione naturale; colore rosso rubino o granato di varia intensit; gradevole profumo che ricorda quello della violetta; sapore secco o asciutto, abboccato, amabile o dolce, di corpo, fresco, sapido ed armonico. Gradazione minima: 10,5. Uso: da pasto se secco, da fine pasto se amabile o dolce. Il Rosato, identico vino come il precedente, ma con un colore rosato più o meno intenso ed un profumo gradevole, fruttato, caratteristico."